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AMARE IL PROPRIO LAVORO

  • Immagine del redattore: Accademia del Benessere
    Accademia del Benessere
  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

 


Come pensano in molti, amare il proprio lavoro non è un sogno o un lusso per pochi fortunati, ma una conquista vera e propria.  

Secondo lo psicologo Mihály Csíkszentmihályi, il segreto risiede nello "Stato di Flow" (o Esperienza Ottimale): quella condizione in cui si è talmente immersi in un’attività da perdere la cognizione del tempo.  

In questo stato, la sfida e la competenza si equilibrano, trasformando   il “Devo farlo” in “Voglio farlo”. 

È con l'impegno costante che si vedono i miglioramenti. 

 

Per entrare nello Stato di Flow, è essenziale bilanciare la difficoltà del compito con le proprie competenze per evitare ansia o noia.  

Se il compito è troppo difficile rispetto alle tue abilità, proverai ansia; se è troppo facile, proverai noia

È necessario stabilire obiettivi chiari, eliminare ogni distrazione per favorire il lavoro profondo e cercare riscontri immediati.  

Organizzare la routine con sessioni di 60-90 minuti di alta concentrazione permette di trasformare l'impegno in un'esperienza gratificante e ricca di significato.  

Questo concetto si lega all'Ikigai giapponese, la "ragione di vita" che si trova all'intersezione tra ciò che amiamo, ciò in cui siamo bravi e ciò di cui il mondo ha bisogno. 


"L'unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate." — Steve Jobs 


Anche la sociologia concorda: nel saggio L'uomo artigiano, Richard Sennett spiega come il desiderio di svolgere bene un compito "per sé stesso" sia una spinta ancestrale verso la dignità e l'autorealizzazione.  

Amare il proprio lavoro significa, in ultima analisi, riconoscere che attraverso di esso non produciamo solo beni o servizi, ma plasmiamo la nostra identità e il nostro contributo alla società. 


Ecco 5 consigli pratici per trovare o ritrovare la scintilla: 

1. Focalizzati sul "Perché", non solo sul "Cosa" 

Chiediti: Chi beneficia del mio lavoro?  

Dare un senso sociale o umano a ciò che fai cambia radicalmente la tua prospettiva. 

 

3. Coltiva le relazioni, anche quelle piccole 

Avere un collega con cui scherzare davanti al caffè può trasformare una giornata pesante in una piacevole.  

 

4. Imposta micro-obiettivi di crescita 

Una routine noiosa è il nemico numero uno dell'amore per il lavoro. Non aspettare che sia l'azienda a darti opportunità: 

  • Impara un nuovo software. 

  • Affina una tecnica di comunicazione. 

  • Sperimenta un metodo di produttività diverso. 

Sentire di progredire come professionista genera una soddisfazione che va oltre lo stipendio. 

 

5. Evita di gareggiare in troppi campionati contemporaneamente. 

Concentrati su ciò che riesci a portare a termine con equilibrio. 

 

6.  Stabilisci confini sacri 

Per apprezzare il lavoro, devi avere una vita fuori che ti ricarichi. Paradossalmente, meno lasci che le tue attività lavorative invadano la tua vita privata, più valore avranno quando sarai al lavoro. 

 

Un suggerimento in più: scrivi a fine giornata, una sola cosa che è andata bene. Allenare il cervello a notare i successi combatte la tendenza naturale a vedere solo problemi!

 

 
 
 

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