LA RIPRESA DOPO LE FESTE
- Accademia del Benessere
- 6 giorni fa
- Tempo di lettura: 1 min
Un passaggio che vale la pena ascoltare.

Per chi ha la fortuna di potersi godere le feste natalizie, rientrare al lavoro non è solo un cambio di programma.
È un piccolo rito di passaggio, spesso sottovalutato e dato per scontato, che ci costringe a rimettere i piedi per terra dopo giorni più lenti, più umani.
La verità è che il ritorno non è uguale per tutti.
C’è chi riparte pieno di energia.
C’è chi sente il peso di ciò che ricomincia e delle responsabilità che deve affrontare.
C’è chi si accorge, proprio ora, che ha bisogno di cambiare qualcosa.
E va bene così: le ripartenze servono anche a questo.
Il rientro è una soglia: tra quello che siamo stati finora e quello che possiamo decidere di essere adesso.
Le abitudini tornano, i ritmi accelerano, le richieste ricominciano a bussare.
Ma in mezzo a tutto questo, abbiamo ancora un margine di scelta: come vogliamo stare dentro le nostre giornate?
Possiamo entrare nel nuovo anno trascinando vecchie logiche, aspettative ingombranti, automatismi ormai stanchi.
Oppure possiamo osservare, con onestà , ciò che non funziona più e mettere un seme, anche piccolo, di cambiamento.
La ripresa non chiede eroismi.
Chiede presenza.
Chiede di ribadire a noi stessi cosa merita il nostro tempo e cosa no.
Chiede di accordare il passo, invece di correre senza direzione.
E se ci sentiamo spaesati, è normale: significa che qualcosa dentro di noi si sta riorganizzando.
Ripartire, in fondo, non è tornare come prima.
È tornare sapendo qualcosa in più.
Benvenuto rientro.
Che sia un ritorno consapevole, non solo un impegno di calendario.




