OLTRE IL SOFFITTO DI CRISTALLO
- Accademia del Benessere

- 2 giorni fa
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Il cammino silenzioso delle donne nel lavoro

Osservandolo da “dentro” alle aziende il mondo del lavoro oggi somiglia a un giardino in lenta fioritura, dove la bellezza del talento femminile emerge con forza, eppure alcune radici, dopo decenni, faticano ancora a trovare lo spazio necessario per germogliare ed espandersi.
Nelle imprese la realtà delle donne professioniste è un contrasto fatto di grandi competenze e ostacoli spesso invisibili, tuttavia profondamente tangibili.
In Italia, nonostante la preparazione accademica delle donne superi spesso quella dei colleghi uomini, il Gender Pay Gap rimane una ferita aperta: mediamente, una donna guadagna circa il 10-15% in meno a parità di funzione; un divario che si amplia drasticamente se si considera il reddito complessivo annuo, spesso penalizzato da contratti part-time.
Considerando la piramide professionale, il sentiero si fa ancora più stretto, ma grazie a spinte normative come la legge 120/2011 Golfo-Mosca, la presenza femminile nei Consigli di Amministrazione delle società quotate ha raggiunto il 43%, un traguardo formale di grande rilievo.
(La Legge Golfo-Mosca non è solo una norma sulle "quote" ma è una spinta al motore di un cambiamento culturale che oggi premia chi investe nel talento senza distinzioni di genere).
La certificazione alla parità di genere significa passare dalla consapevolezza sociale alla pratica aziendale, dove la parità di genere diventa non solo un valore etico, ma un vero e proprio motore di competitività supportato dallo Stato.
Non è un semplice bollino, ma un sistema di gestione che valuta l'azienda su sei aree strategiche: cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita, equità remunerativa e tutela della genitorialità.
Mentre il cuore operativo del potere resta distante: le donne che ricoprono il ruolo di Amministratore Delegato (CEO) in Italia sono ancora pochissime, una magra minoranza che non supera la soglia del 2-3%.
E fin qui, il mondo professionale delle donne, ma la sfida più complessa si gioca nel privato di ogni giorno.
Gestire il lavoro, i figli, la famiglia e la casa è per molte un equilibrismo sfibrante, un "secondo turno" che inizia quando l'ufficio chiude.
Le donne, in Italia, dedicano alla cura della famiglia circa 5 ore al giorno, contro le 2 ore degli uomini.
Questo squilibrio generale, sia al lavoro che nella vita privata, trasforma spesso la carriera di una donna in una corsa a ostacoli, creando un blocco, un soffitto di cristallo, oltre il quale non si può andare.
Costruire un mondo del lavoro a misura di donna non significa solo fare giustizia, ma permettere all'intero sistema economico di progredire, accogliendo quella visione empatica e versatile che è, da sempre, il motore segreto del mondo.
“Alla donna manca il diritto alla mediocrità. Si arriva ad occupare posti molto importanti solo se si è BRAVISSIME. Ma quando ci saranno anche le mediocri, come avviene per gli uomini, vorrà dire che esiste la parità.”
Marisa Bellisario




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