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Come scegliere un Coach

Il “mercato” dei servizi offerti in questo ambito è molto confuso, c’è di tutto.


Chi vuole davvero un sostegno professionale o personale fa fatica ad orientarsi.

Intanto partiamo dal fatto che un Coach DEVE essere certificato, cioè DEVE aver studiato approfonditamente e ottenuto, sostenendo un esame, la certificazione AICP italiana e ICF internazionale.


Ci sono persone che fanno tutt’altro mestiere nella vita, frequentano un corso di coaching di un week end e si dichiarano Coach.


Da dove viene la parola COACH?

Dallo sport, erano i tutori che preparavano alle competizioni sportive gli studenti dei college negli Stati Uniti.


Dalla fine degli anni settanta questa pratica si è diffusa anche in Europa, tuttavia fino a pochi anni fa era riservata solo ai Manager, mentre ora un Coach può aiutare a prendere una decisione importante, un cambio di lavoro, un trasferimento di città, una relazione che si trasforma in convivenza…

Per la vita professionale il Coach è un Business Coach, mentre per la vita personale è un Life Coach.


Un Coach NON E’ UNO PSICOLOGO, questo è molto importante saperlo, anche se un Coach può avere anche una formazione psicologica.


Il Coach utilizza un metodo costruito sulle domande, non da consigli preconfezionati, aiuta la persona a trovare le risposte attraverso il ragionamento, individuando da sola le soluzioni; questo la rende più forte.

La relazione con il cliente si costruisce sulla base di una fiducia reciproca incondizionata, che mette in grado la persona (il Coachee) di visualizzare il suo problema con un approccio basato su tre fasi,

dopo avere definito l’OBIETTIVO


  1. FASE ESPLORAZIONE della situazione presente

  2. FASE ELABORAZIONE delle risorse disponibili e degli eventuali ostacoli da affrontare

  3. FASE ESECUZIONE con definizione di un piano di lavoro che porti al raggiungimento dell’obiettivo definito


L’attenzione nella scelta di un Coach serio va posta non solo sul suo diploma che attesta i suoi studi, ma anche sulla sua esperienza, sono fin troppo diffusi i “Guru”, i “Santoni” che, attraverso una capace affabulazione, giocano con la vita delle persone, promettendo loro la realizzazione di illusioni, a volte in cambio di molto denaro.

Le referenze contano!



Tra gli obiettivi di un percorso di Business Coach ci possono essere:

un cambio di ruolo lavorativo, la definizione di nuove priorità, la corretta gestione tra vita privata e lavoro, l’ansia legata alla paura del fallimento, un progetto di carriera sfidante, la percezione di incertezza sul futuro, la difficile relazione con i colleghi o con il capo, la riduzione dello stress.

Il percorso di Coaching è mirato al BENESSERE della persona.


È sempre di fronte al cambiamento che abbiamo paura e per questa ragione cerchiamo aiuto, è una buona cosa, perché un Coach, serio, può davvero essere funzionale per uscire da una situazione complicata e fare chiarezza sul come farlo.


Il coaching non sostituisce la formazione, perché il Coach non “insegna”, non fornisce competenze, ma aiuta la persona a fare chiarezza e a far emergere il potenziale inespresso.

La formazione comunque è sempre necessaria, molto efficace come integrazione a percorsi di coaching, perché acquisire consapevolezza delle proprie potenzialità e migliorare le proprie competenze è l’unica strada per crescere come persone in tutti gli ambiti della vita.

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